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Il Progetto Pilota PRIMI (PRogetto pilota Inquinamento Marino da Idrocarburi) ha come obiettivo lo sviluppo di un sistema operativo modulare per la sorveglianza continua dell’inquinamento marino da idrocarburi e per la previsione della dispersione di tali inquinanti. Il sistema si avvale delle più moderne tecnologie spaziali sia per il monitoraggio dell’ambiente marino che per l’assimilazione di dati satellitari in modelli di previsione (trasporto, dispersione e trasformazione della macchia di olio), al fine di consentire l’organizzazione delle misure di contenimento del danno e di recupero.

Oil Spill
L’inquinamento marino da idrocarburi è una minaccia che sempre più insidia l’ecosistema complesso mare/zone costiere, con tutto ciò che ne consegue non solo dal punto di vista della qualità ambientale, ma anche in relazione all’impatto su importanti attività economiche, tra cui in primo luogo la pesca e il turismo. Il verificarsi periodico di incidenti causati da navi non più adeguate alle moderne esigenze di sicurezza (come nel caso della Prestige, tanto per citare solo il più recente) ha colpito fortemente l’opinione pubblica e ha spinto gli organi istituzionali ad occuparsi di tale fenomeno, che sembra peraltro essere in continuo aumento.
La pratica di effettuare sversamenti di idrocarburi in mare, soprattutto in conseguenza al lavaggio delle cisterne, è oltremodo diffusa, ed è già stata evidenziata in passato mediante dati telerilevati. In particolare si è rivelata efficace l’adozione di dati acquisiti da sensori satellitari SAR, sfruttando la peculiarità dei sistemi Radar di essere indipendenti sia dalle condizioni di illuminazione solare che da quelle meteorologiche, in particolare la copertura nuvolosa. Il sensore radar, sensibile alle caratteristiche di rugosità degli oggetti rilevati, è infatti in grado di evidenziare la presenza di macchie di idrocarburi sulla superficie marina, in quanto queste ultime, attenuando l’ampiezza delle micro-onde capillari del mare, sono causa di una bassa risposta del segnale retroriflesso verso il sensore stesso.
D’altronde, l’utilizzo dei soli sensori SAR non appare sufficiente per rispondere appieno a quelle che sono le richieste della potenziale utenza operativa di un servizio che sfrutti informazioni provenienti da dati di Osservazione della Terra, vale a dire gli enti istituzionali preposti da una parte al monitoraggio, dall’altra alla gestione dell’emergenza per la salvaguardia della qualità degli ecosistemi in gioco. Esperienze precedenti hanno infatti evidenziato la necessità di ricorrere, in maniera complementare, alle informazioni derivanti da altri sensori, ad esempio di tipo ottico acquisiti nel campo del VIS/IR, per migliorare da una parte la capacità di discernimento della presenza di inquinanti e dall’altra per aumentare le informazioni disponibili, rendendo ad esempio noto il volume e la natura dell’inquinante stesso. Inoltre, di grande importanza è la previsione dello spostamento della macchia che consente alle autorità di poter organizzare gli interventi ottimizzando l'impiego di risorse sia umane ed economiche; l’intervento con tecniche più adeguate ed in tempi più rapidi sarà fonte di un conseguente risparmio di costi operativi e di una maggiore efficacia dell’intervento stesso, ma anche e soprattutto in termini di costi sociali che ad esempio disastri come quelli sopra citati comportano per la collettività.
L'insieme dei partecipanti al progetto vuole rappresentare un’equilibrata miscela delle componenti industriale, PMI e mondo della ricerca scientifica, comprendendo alcune fra le più qualificate realtà in questo campo, e garantendo sia una robusta competenza specifica in materia, sia la comprovata capacità di gestione manageriale di iniziative a carattere tecnico e commerciale.
I principi tecnici seguiti nel progetto PRIMI sono la scalabilità e la modularità del sistema, in quanto l’approccio tecnico globale si ispira ad implementare un sistema con le seguenti caratteristiche:
· Multimissione: (ENVISAT, RADARSAT, COSMO/Sky-Med, ecc.)
· Multisorgente: dati di osservazione della terra ed informazioni in-situ
· Integrazione: contenuto informativo in ambiente GIS
Il sistema stimerà l’ubicazione e le caratteristiche delle macchie di petrolio in termini di composizione, spessore ed età, prevedrà l’evoluzione sia della posizione geografica che delle sue caratteristiche, archivierà e renderà disponibili i dati relativi alle attività effettuate. Il sistema rileverà anche le imbarcazioni in prossimità delle macchie di idrocarburi, in funzione della risoluzione radiometrica dei prodotti utilizzati per la detection.
Il sistema è composto da sotto-sistemi stand alone, ma comunicanti tra loro; di conseguenza sono in corso sia un’intensa attività di ricerca per la realizzazione dei sotto-sistemi previsti (SAR, ottico, previsione) e dei loro elementi principali, sia lo sviluppo di delle interfacce tra i sotto-sistemi.
Le attività di ricerca e sviluppo hanno inoltre l’obbiettivo di aumentare le capacità del sistema PRIMI.
In sintesi la ricerca è stata organizzata in moduli (Modulo SAR, Modulo Ottico, Modulo di Dati EO per Assimilazione, Modulo di Previsione) che vengono portati avanti parallelamente, insieme allo sviluppo dei rispettivi sottosistemi (Sotto-sistema di analisi dati SAR, Sotto-sistema di analisi dati ottici, Sotto-sistema Dati EO per Assimilazione, Sotto-sistema Previsione).

Centro di Spaziale Matera
In merito alla localizzazione del sistema, tutte le integrazioni e le operazioni dei moduli SAR ed ottico avverranno presso il Centro di Geodesia Spaziale dell’ASI a Matera, dove risiedono le infrastrutture di acquisizione dati satellitari. Relativamente al sistema di previsione, tutti i modelli oceanografici funzioneranno in remoto rispetto alla stazione di Matera mentre il modello DTOS (Dispersione and Trasformazione dell’Oil Spill) verrà installato e funzionerà in servizio previsione presso Matera stessa.
con il supporto tecnico scientifico del gruppo di Bologna per quanto riguarda l’operatività.
Da quanto sopra menzionato appare evidente come la risoluzione del problema dell’inquinamento marino da idrocarburi rappresenti ormai una priorità, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. E' in quest'ottica che l’ASI , nella predisposizione del Piano Spaziale Nazionale, ha ritenuto opportuno inserire il prodotto applicativo in oggetto fra quelli che necessitano di studi e soluzioni in tempi rapidi.
Il portale operativo http://vlbiop.mt.asi.it
Mappe mensili di probabilità di dispersione a scala di bacino

